Trombosi venosa superficiale e profonda: cause, sintomi e trattamenti

Trombosi venosa superficiale e profonda: cause, sintomi e trattamenti

trombosi venosa gambe

La formazione di un trombo agli arti può essere scatenata da varie situazioni, e può avere diversi gradi di gravità e manifestazioni. In particolare va fatta una distinzione fondamentale tra trombosi venosa profonda o superficiale: si tratta di due condizioni differenti, anche se spesso confuse dai pazienti, caratterizzate da origine e cause diverse. Vediamo nei particolari cos’è la trombosi venosa agli arti, le principali differenze tra le diverse forme e come si manifesta.

Cos’è la trombosi venosa?

Con il termine di trombosi venosa, ci si riferisce perlopiù a una patologia che interessa soprattutto la gamba, essendo quest’ultima la forma di trombosi maggiormente frequente. La trombosi venosa è un disturbo causato dalla formazione di un trombo all’interno di una vena, capace di provocare un restringimento o un’otturazione completa del vaso sanguigno, a seguito del quale si sviluppa un ristagno di sangue che ne impedisce il ritorno verso il cuore.

I trombi si possono sviluppare sia nelle arterie che nelle vene, anche se nella stragrande maggioranza dei casi la trombosi si manifesta in relazione alle vene delle gambe, con una differenza sostanziale tra “trombosi venosa profonda e superficiale”. La prima viene definita comunemente anche “tromboflebite”, mentre la seconda è nota con il nome di “flebotrombos”

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Trombosi venosa gambe

I sintomi tipici della trombosi venosa

In molti casi le trombosi si evolvono in modo “silenzioso”, ovvero senza dar luogo ad alcuna manifestazione fisica importante o comunque percepibile dal paziente. Le trombosi più estese, tuttavia, causano in genere dei dolori molto forti, tendenzialmente simili ai crampi, oltre che una sensazione generale di pesantezza nella parte colpita e tensione localizzate nella gamba interessata dal disturbo. La trombosi venosa può inoltre causare gonfiori e sensazione di calore intenso localizzato, e in alcuni casi la superficie della pelle della parte interessata può assumere un colore bluastro o rossastro.

Si tratta di sintomi che, benché sia presenti nella maggior parte dei casi, non sempre sono avvertiti nella stessa intensità dai pazienti, ecco perché una trombosi venosa acuta potrebbe essere trascurata, essendo una condizione in alcuni casi difficile da riconoscere per un profano. Per questo motivo è consigliabile rivolgersi immediatamente al medico nel caso in cui si verificano dolori improvvisi e sensazione di tensione gli arti, cercando nel frattempo di mantenere la gamba colpita in posizione rialza e il più possibile ferma, prima della visita dello specialista. Intervenire tempestivamente può aiutare ad evitare complicanze e curare adeguatamente il disturbo.

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Trombosi venosa profonda e superficiale: cosa sono?

Qual è la differenza tra trombosi venosa profonda e superficiale? Prima di illustrare le cause e le manifestazioni sottostanti alle due forme diverse, cerchiamo di capire da cosa hanno origine questi disturbi, ponendo in primis l’attenzione sui sistemi venosi che attraversano l’organismo umano, ovvero facendo una distinzione tra “sistema venoso profondo” e “sistema venoso superficiale”.

Il primo è quello maggiormente deputato al “ritorno venoso del sangue verso il centro del corpo umano”, ovvero verso il cuore; mentre quello superficiale è fisiologicamente deputato alla circolazione del sangue venoso nella parte maggiormente superficiale del corpo (in particolare la pelle e la sottocute), facendolo convergere in direzione del circolo venoso più profondo.

Nel caso in cui il coagulo di sangue si sviluppa nel sistema venoso superficiale si verifica quello che viene chiamata “trombosi venosa superficiale” definita anche “tromboflebite superficiale”. Questa patologia riguarda anche gli arti superiori, ma nella stragrande maggioranza dei casi il disturbo si presenta sulle gambe. La “trombosi venosa profonda” invece, viene così definita quando viene coinvolto, appunto, il sistema venoso profondo. Ma vediamo adesso le cause di questo disturbo e i trattamenti adeguati per risolvere il problema.

Quali sono le cause

Le cause più frequenti di tromboflebite sono riconducibili a traumi e sforzi prolungati. Quando la tromboflebite si manifesta a livello superficiale, il disturbo non deve destare particolare preoccupazione, anche se non è mai da sottovalutare l’importanza del consiglio medico. La stessa cosa non si può invece dire per la trombosi venosa profonda degli arti, e in particolare delle gambe. Negli arti inferiori questa potrebbe infatti coinvolgere le vene tibiali e surali, la vena poplitea e quella femorale.

Nel caso della trombosi profonda possono essere presenti febbre (questa si verifica in molti casi), dolore localizzato e sensazione di intenso calore, e le cause in questi casi non sempre sono da ricondurre a traumi: anche tumori, interventi chirurgici e trombofilie (ovvero le anomalie presenti nel normale processo di coagulazione del sangue) possono scatenare il problema, senza trascurare il ruolo che le procedure di elettrofisiologia possono assumere nella formazione dei coaguli (pensiamo al posizionamento di defibrillatori/pacemaker).

L’importanza della prevenzione e la terapia

Le trombosi venose, anche se nella loro forma più severa (e dunque anche se profonde), possono essere curate e risolte in breve tempo, a patto che vengano trattate tempestivamente nel modo corretto. Oggi per intervenire ed evitare complicazioni i medici ricorrono alle terapie “anticoagulanti”, capaci di sciogliere i coaguli e diminuire i rischi di aggravamento della condizione clinica, compresa la pericolosa embolia polmonare.

Accanto alla terapia i medici consigliano spesso ai pazienti l’uso di apposite calze elastiche: queste consentono infatti di comprimere la gamba interessata dal disturbo e ridurre il rischio di formazione di coaguli e della loro migrazione in altre parti del corpo. Molto utili in tal senso per dare sollievo e contrastare i dolori sono particolari creme per gambe come Varilux Premium.

I pazienti che soffrono di vene varicose hanno un maggiore rischio di incorrere in trombosi venosa superficiale. Per questo motivo, in tutti i casi in cui si sospetta la formazione di un trombo, è importante sottoporsi a ecocolordoppler, in modo da effettuare una visita approfondita di inquadramento. Le calze elastiche possono migliorare molto il disturbo, soprattutto se portate costantemente tutto il giorno durante la fase più acuta del disturbo.

I medici possono inoltre raccomandare ai pazienti l’assunzione di farmaci venotonici e integratori naturali (questi prodotti non devono mai essere assunti di propria iniziativa, è sempre necessario l’intervento medico). Se la situazione appare particolarmente grave potrebbe essere necessario l’intervento chirurgico, soprattutto nel caso in cui il paziente soffre di vere varici nelle gambe.

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